Anni 80: I poliziotti di leva “marciano” con Andrea Campagna, vittima del terrorismo

Il 19 aprile 1979 a Milano viene assassinato un giovane agente di Pubblica Sicurezza, in servizio presso la DIGOS del capoluogo lombardo, in un attentato rivendicato dai Proletari Armati per il Comunismo. Ad Andrea Campagna,  25 anni, viene intitolata una Caserma a Vibo Valentia, Scuola della Polizia di Stato

Oggi è l’anniversario dell’omicidio a sangue freddo di Andrea Campagna, uno dei tanti appartenenti alle forze dell’ordine caduti in servizio. Tanti giovani hanno scelto di seguire il suo esempio e sono entrati nella Polizia di Stato, chi per farci carriera, lunga magari anni, chi soltanto pochi mesi per dare un senso alla naia.

1982 Io, Noi: Fratelli nel Giuramento – ricordo di un agente ausiliario di Leva della Polizia di Stato

Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse dell’Amministrazione per il pubblico bene.

Sono nel piazzale della Caserma della Polizia di Stato di Vibo Valentia, novembre 1982. Intorno a me, allineati e coperti, un centinaio di giovani agenti ausiliari di leva della Polizia di Stato. Ascoltiamo immobili le parole del tenente colonnello Ivo Blasco. Prima il suo discorso a chiusura del corso, il 4°, e poi la formula del giuramento.

La mente, guidata dal tono fermo del Comandante Ivo Blasco, va indietro.
Al 19 aprile 1979, data del mio 20 °compleanno. Ricordo di una notizia ascoltata al telegiornale, l’uccisione del giovane agente di Polizia Andrea Campagna, per mano dei terroristi. Ricordo la sua fotografia, trasmessa dalla televisione. Simile ai miei due Fratelli.
Strano il destino, la caserma dove mi trovo, dopo tre mesi di duro ma “motivante” corso, è intitolata proprio ad Andrea Campagna. Aspetto con i miei amici e colleghi di giurare ed entrare a tutti gli effetti nella Polizia di Stao.

Mi ricordo ancora la prima sera in Caserma, 4 settembre 1982. Appena arrivato mi sistemarono in un camerata da sei. Il giorno dopo le prove attitudinali e test vari. Dentro o fuori, un anno in Polizia o partenza immediata per il CAR, la naia nell’Esercito.

Sono Armando, atleta e studente universitario, amo scrivere e non ho deciso cosa fare della mia vita.
Potrei essere Antonio, meccanico. Nella vita vorrei fare di tutto, ma non il meccanico.
Forse sono Marco, toscano, costruisco wind surf. Non voglio lavorare con la resina e gli acidi: vorrei l’avventura. Non costruirla per gli altri.
Pure io sono Marco, diplomato, romano e romanista. Devo decidere che carriera intraprendere.

Eravamo in tanti, in varie scuole della Polizia di Stato. Tante storie diverse, ma in realtà uguali. Aspettavamo di superare le prove e entrare, di diritto, nel 4°Corso Agenti Ausiliari di Leva della Polizia di Stato.
Venivamo da tutta Italia, non ci conoscevamo ma avevamo tanto in comune. Giovani, diplomati, senza nulla sapere su cosa avremmo fatto del nostro futuro e di cosa ci aspettava nei prossimi mesi.
Soltanto tanta voglia di investire un anno in Noi stessi e nel nostro Paese.
Non sapevamo che ci saremmo ritrovati Fratelli
Fratelli finito il corso ma anche dopo 39 anni
Agenti Ausiliari di leva del 4° corso della Polizia di Stato, lo giurate voi ?
Lo giuro !!!

Questa è l’inizio della storia di Armando, uno dei tanti che hanno deciso di prestare il servizio militare nella Polizia di Stato. Un corso formativo e impegnativo, a volto duro e poi i mesi di servizio. A volte routine, a volte quasi svago (le trasferte negli stadi della Serie A) ma anche impegno in servizi snervanti e spesso rischiosi.

Nel 1981 ai giovani in età di leva viene data la facoltà di prestare il servizio militare, previa selezione, nella Polizia di Stato. 12 mesi con eventuale rafferma successiva.

Un periodo di formazione di quattro mesi, presso una delle scuole, per poi essere destinato per 8 mesi, possibilmente nella regione di provenienza, con compiti operativi e diritti, doveri (e retribuzione) come per gli agenti effettivi.

Tra le varie scuole anche quella di Vibo Valentia, nella caserma Andrea Campagna, dove vengono inviati gli arruolati del centro-sud Italia. Per tante centinaia di giovani la formazione avviene quindi nella caserma che ricorda un loro coetaneo, vittima del dovere.

Molti di questi giovani sono rimasti in servizio, hanno fatto spesso carriera diventando, dopo ulteriori corsi, funzionari e dirigenti. Altri, mai dimenticati, sono caduti in servizio, Come Andrea Campagna.