A Firenze c’è concorso, ira sindacati sul comune: Rinviatelo

“Lavoratori a rischio”. Il Municipio di Firenze non ci sta: piano è rafforzato
 Organizzare i concorsi al tempo del Covid puo’ essere un’impresa. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a fine febbraio ha paragonato l’operazione a “una corsa a ostacoli di 100 chilometri”

E tuttavia il Comune ci prova: domani, infatti, si terra’ la preselezione di un bando che mette a gara due posti da dirigenti a tempo indeterminato. Circa 550 I partecipanti e la cosa, mentre si parla di terza ondata della pandemia, non piace per niente alla rsu di Palazzo Vecchio che nechiede il rinvio. Questione di “sicurezza sul posto di lavoro”, quella del personale del municipio chiamato al controllo delle operazioni. Che tutto fili liscio, cioe’, nell’articolato piano studiato dall’amministrazione proprio per garantire la sicurezza dei partecipanti.

I sindacati, dentro un contesto “allarmante” per una situazione sanitaria che “appare molto grave ovunque”, ritengono “inopportuno e quanto meno discutibile esporre un alto numero di dipendenti dell’amministrazione a un potenziale contagio”. Parole che mettono nero su bianco in un documento che girano al sindaco e all’assessore al Personale, Alessandro Martini. “Cooptare” I dipendenti pubblici “come vigilanti o sorveglianti” nelle procedure “potrebbe, come minimo, incidere su un aumento del rischio. Cio’ in spregio di ogni principio di ragionevole cautela e di tutti i protocolli di sicurezza che il peculiare periodo richiederebbe di osservare scrupolosamente”, attaccano con durezza. Da qui la richiesta di posticipare la prova, “attendendo un quadro sanitario maggiormente favorevole e propizio”.

Il Comune investito della richiesta (e dalla polemica sindacale) risponde picche: “Siamo in piena regola con il protocollo nazionale. Anzi abbiamo misure di sicurezza aggiuntive”, fa sapere all’agenzia Dire. E le misure di sicurezza in questione sono elencate nel piano operativo pubblicato sulla rete civica. Per la prova, oltre alla centrale delle risorse umane, verranno utilizzate 19 palestre di altrettante scuole comunali, in spazi “non inferiori a 200 metri quadrati dotate di aperture verso l’esterno sufficienti a garantire un’idonea ventilazione naturale”, dove saranno convocati da 28 a 30 candidati. Candidati che, in ognuna delle 19 sedi, saranno controllati, ecco il punto contestato dalle parti sociali, dal comitato di vigilanza (3 componenti e 1 segretario), a cui si aggiungeranno due agenti della municipale, e due addetti alla sorveglianza.

La macchina organizzativa, tuttavia, non si ferma qui. Stando alle regole fissate dal governo, oltre al divieto di presentarsi in presenza di sintomi (verra’ misurata la temperatura corporea), i candidati dovranno consegnare al comitato di vigilanza l’autocertificazione sullo stato di salute e il risultato del tampone eseguito 48 ore prima lo svolgimento delle prova (non prima del 10 marzo).
Sempre il Comune fa notare che i candidati sono stati convocati su due turni, alle 15 e alle 15.30, che verranno consegnate mascherine “ffp2 per tutti invece che le chirurgiche” e che per il test ognuno avra’ “6 metri quadrati a disposizione anziche’ quattro”. Inoltre, e’ scritto sempre nel piano, “il percorso verso l’aula concorsuale sara’ reso visibile mediante apposita segnaletica. Un secondo sorvegliante e il comitato di vigilanza controlleranno che i candidati seguano tale percorso correttamente e con un distanziamento interpersonale di 2 metri. Tutti i percorsi di entrata e uscita sono a senso unico e separati”.

Per ogni sede, infine, “e’ stata individuata una stanza di isolamento Covid dove saranno isolati coloro che dovessero presentare sintomatologia riconducibile insorta durante la procedura concorsuale, ovvero dopo l’identificazione”.

 Comunicato Agenzia DIRE»