Francesco Amato: Spaghetti con la ricciola e profumi dello Stretto

Una bella edizione la quinta di MasterChef, con tanti concorrenti che hanno conquistato il pubblico. Capacità ai fornelli ma anche il rapporto empatico che hanno instaurato con i telespettatori. Tra di loro sicuramente Francesco Amato, cinquantenne di Mestre

Masterchef, come spesso altri talent televisivi, per diversi concorrenti ha un percorso imprevisto. Come per Francesco, vista la sua preparazione e la conoscenza della materia, sicuramente il suo è stato troppo breve.

Anche se uscito prematuramente, durante la sua partecipazione ha vinto un Invention test con tema “Il Tempo”. E’ riuscito a farsi apprezzare tra i fan del programma, per la sua umiltà e schiettezza.

Ci regala una ricetta dove unisce la sua passione per la cucina di mare alla Sicilia. MI dice che il suo sogno nel cassetto sia quello di aprire un ristorante a Lipari, nelle Isole Eolie. Sogno che onestamente gli invidio.

Dopo Masterchef ha lasciato il sicuro lavoro impegatizio per una attività professionale nel mondo della enogastronomia. Avremo modo di parlarne con Francesco  e scoprirne di piu’.

Intanto gustiamoci la sua ricetta.

Spaghetti con la ricciola e profumi dello Stretto

Ingredienti per 4 persone:
– 500 g di ricciola in tranci (+ la testa!)
– 400 gr di spaghetti
 – mezza cipolla rossa
– 30 g di pinoli tostati
– 50 g di olive nere
– 50 g di olive verdi in salamoia
– 400 g di pomodori datterini
– una manciata di foglie di menta
– un bicchiere di malvasia secca
– una carota – una gamba di sedano
 – una cipolla bianca
 – due rametti di prezzemolo
– olio extravergine di oliva
– sale e pepe q.b.

Tagliare in cubetti da circa 1 cm di lato la polpa della ricciola, tenendo da parte eventuali scarti (lisca e pelle).

Pulire molto bene la testa del pesce per eliminare ogni residuo di sangue, eventualmente aprendola in due e lasciandola per una mezz’ora abbondante immersa in acqua.

Tagliare grossolanamente in tocchi la cipolla bianca, il sedano e la carota.

In una pentola capiente versare tre cucchiai di olio, aggiungere le verdure in tocchi, i rametti di prezzemolo, la testa e gli scarti della ricciola e mettere sul fuoco a fiamma media.

Non appena preso il calore (le verdure ed il pesce non devono rosolare, vogliamo ottenere un brodo gustoso ma delicato) coprire il tutto con tre/quattro litri di acqua, abbassare la fiamma e lasciare sobbollire a lungo fino a che il brodo non sarà ristretto di quasi la metà.

In una ampia padella soffriggere in un paio di cucchiai di olio la cipolla d tropea affettata finemente (non tritata!) facendo attenzione che si ammorbidisca ma che non prenda colore di abbrustolito, eventualmente bagnare con un cucchiaio del brodo di pesce preparato.

Una volta ammorbidita la cipolla aggiungere i pomodorini tagliati a metà e i cubetti di ricciola, salare, pepare, far prendere calore e sfumare con il bicchiere di vino. Infine aggiungere le olive denocciolate e tagliate grossolanamente e i pinoli, far cuocere per pochi minuti.

Non appena i pomodorini inizieranno ad appassire, levare dal fuoco ed aggiungere le foglie di menta spezzettate con le mani. Tenere da parte. Cuocere la pasta nel brodo di pesce preparato precedentemente.

Riporre sul fuoco il tegame con il condimento e versarci la pasta quando questa sarà ancora indietro di cottura di un minuto, saltare e mantecare aiutandosi con il liquido di cottura della pasta.  Aggiustare di pepe e servire.

Photo e testo: credits to Francesco Amato

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